Anno: 2004-2006
Luogo: Avesa (VR)

Villa Scopoli

Restauro della peschiera e delle grotte artificiali

Il complesso di Villa Scopoli fu donato nel 1991 dalla contessina Laura Scopoli alla Pia Società di don Nicola Mazza. Tuttavia, le sue origini sono molto più lontane nel tempo. Inizialmente costruita nel XIII secolo come casa rurale per attività agricole, la villa subì un ampliamento significativo nel 1598 grazie alla Famiglia Del Bene di S. Eufemia. Oltre a potenziare le attività agricole, i Del Bene realizzarono un elegante giardino all’italiana, un impianto di cedri e una monumentale peschiera in stile manierista – oggetto dell’intervento qui presentato -, che arricchirono il complesso. Nella conservazione degli elementi architettonici dei giardini storici si affrontano problematiche legate ai caratteri costruttivi di tali oggetti: la loro natura, spesso intrinsecamente “effimera”, che non prevede la protezione completa dai fattori ambientali e dai degradi ad essi legati, e la loro costante esposizione agli agenti atmosferici, che ne aggrava esponenzialmente le condizioni ed infine, nel caso dei ninfei, la presenza contemporanea di ricchissime decorazioni ed impianti e “giochi d’acqua” che le tengono a costante contatto con percentuali elevatissime di umidità, rendono estremamente complesse le operazioni volte alla conservazione e al consolidamento di questi straordinari manufatti.

Nel caso del ninfeo di Villa Del Bene – realizzato nel corso dei primi decenni del XVII secolo – l’intervento ha messo in luce un sistema decorativo finora sconosciuto all’interno della grotta principale, celato da un intonaco di recente fattura; si tratta di una straordinaria decorazione a graniglia policroma del tutto inedita per l’ambito veneto che caratterizza la grotta. Le operazioni di rimozione dello strato coprente e le successive fasi di consolidamento e conservazione hanno comportato una serie di problematiche dalle complesse soluzioni. Anche per quanto riguarda gli elementi esterni – nicchie rivestite da tartari, conchiglie, mosaici, graniglie e  stucchi – dopo un accurato rilievo delle diverse tipologie, qualificate anche attraverso una compiuta campagna di indagini chimico-fisiche e alla luce dei risultati di alcuni test, si è deciso di intervenire utilizzando un ventaglio di operazioni di consolidamento che, pur allineandosi ai criteri della conservazione assoluta, prevedono in alcuni casi la reintegrazione di alcune mancanze, interpretate come cause di accelerazione del degrado, e la verifica di tecniche derivanti da ricette  della tradizione, in parte desunte dalla trattatistica.

 

Committente:
Pia Società di Don Nicola Mazza