Anno: 2010-2014
Luogo: Verona

Chiesa di san Nicolò all’Arena

Progetto di conservazione dei prospetti

Arturo Sandrini, nell’insuperata monografia su San Nicolò all’Arena, indica la chiesa come uno degli episodi più significativi ed eclatanti dell’architettura sacra veronese per la sua “mole amplissima” e per la “magnificenza”. La chiesa di San Nicolò fu eretta dai chierici regolari Teatini che vi insediarono il proprio convento dopo aver ricevuto in dono la preesistente parrocchiale di origine romanica. La costruzione della grande fabbrica seicentesca fu però molto lunga e travagliata e di fatto la chiesa restò in alcune parti incompiuta. Tra queste non furono completate la cupola tra navata e transetto, il campanile e la facciata. Nel 1806, a causa delle soppressioni napoleoniche, i Teatini furono costretti a lasciare San Nicolò: il monastero fu adibito a caserma, mentre la chiesa ritornò ad essere chiesa parrocchiale. La facciata attuale si deve a un attento lavoro svolto a metà Novecento dal soprintendente comunale Piero Gazzola, il quale recuperò la facciate di un’altra chiesa veronese, fortemente bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale.

Dopo un raffinato rilievo e una schedatura  del paramento murario e dell’apparato decorativo della facciata di San Sebastiano e, sotto il suo diretto controllo, questa viene smontata e rimontata sul prospetto principale della chiesa di San Nicolò, fino ad allora rimasto incompiuto. Attraverso il rilievo tramite laser scanner e alla registrazione dei dati stratigrafici per individuare le varie fasi della fabbrica, l’intervento contemporaneo si è posto l’obiettivo di salvaguardare tutto il potenziale informativo che la materia permette di “leggere”: dai processi di costruzione, a quelli di trasformazione e d’uso, in una parola tutti i “vissuti” della fabbrica, compreso le stesse tracce del degrado, che contribuiscono pur loro a delineare la storia unica e irripetibile di ogni manufatto architettonico.

Committente:
Parrocchia di San Nicolò