Anno: 2016 – 2021
Luogo: Soave (VR)

Cantina Pieropan

Nel grande anfiteatro collinare tra il Castello di Soave e le alture di Fittà, territorio storicamente delineato dalle coltivazioni di vite e ulivi, si colloca la nuova sede dell’azienda vinicola Pieropan. Il progetto si propone come “utensile da lavoro”, perfettamente adattato alla tecnologia sempre più affinata dei metodi di vinificazione e sceglie di integrarsi  nell’ambiente grazie alla scelta della costruzione ipogea e riferendosi, nelle sue forme, all’andamento curvilineo delle colline e dei terrazzamenti. L’intervento è collocato proprio dove il pianoro di fondo valle si piega per seguire il pendio della destra orografica e, se in pianta segue le linee curve del paesaggio, a livello prospettico si presenta come un segno orizzontale quasi invisibile. Il progetto si mostra come una “lama sottile” che, se vista dalla valle, sembra aggiungere semplicemente un’altra piega al corrugamento del pendio, segnato dal lento e incessante lavorio dell’operosa agricoltura del vino. L’idea, dal punto di vista paesaggistico, è quindi molto elementare nella sua semplicità: sollevare un lembo del pendio e “nascondervi” al di sotto il considerevole volume necessario allo svolgimento dell’attività vitivinicola dell’azienda Pieropan.

L’ambiente interrato rappresenta una scelta efficace anche sul doppio versante del risparmio energetico e dell’efficienza bioclimatica; mentre infatti garantisce che il vino in fase di stoccaggio e di invecchiamento non venga esposto alla luce solare e che l’ambiente sia stabile dal punto di vista termoigrometrico, l’inerzia termica dello strato di terra di copertura assicura delle elevate prestazioni energetiche. Inoltre, riduce al minimo la perdita dei terreni produttivi. L’articolazione interna degli spazi è razionalmente organizzata sul ciclo produttivo e sulle sue necessità. I locali di lavorazione si aprono infatti sull’unico fronte sinuoso che guarda la valle, mentre gli spazi completamenti ipogei sono destinati all’affinamento, all’invecchiamento e al deposito. Il progetto, le cui superfici sono trattate come un “affioramento roccioso” funziona come un “lembo di terra sollevato” e tende quindi a innestarsi nel pregevole tessuto paesaggistico

Fotografie di Jürgen Eheim

Committente: Leonildo Pieropan,
Cantina Pieropan